Consigli dietologici



ALIMENTAZIONE NELL’ETA’ PEDIATRICA

Età Neonatale

L’alimentazione, importante in tutte le età, costituisce nel primo anno di vita un fattore determinante per la salute del bambino. Una dieta equilibrata è quindi la base per il raggiungimento di un normale sviluppo psicofisico del piccolo.
E’ ormai generalmente accettato che l’alimento più adatto per il lattante è, almeno fino al 4°-5° mese, il latte materno.
Un vantaggio estremamente importante del latte umano è quello di offrire al neonato una protezione che gli altri latti non possono dargli: il colostro e il latte materno contengono sostanze antibatteriche attive e fattori immunologici molto potenti. Tuttavia, se manca tale alimento, si possono adottare latti artificiali umanizzati (cioè, resi simili al latte materno).

Svezzamento

Quando il bambino ha 4-6 mesi, è opportuno procedere alla graduale sostituzione del latte materno con altri alimenti. Lo svezzamento deve essere lento e progressivo (il piccolo deve cioè abbandonare il seno della madre o l’alimentazione esclusivamente lattea, in un tempo di circa 1-2 mesi).
Al fine di coprire le necessità biologiche dell’accrescimento, l’alimentazione lattea deve essere integrata con nuovi alimenti: cereali, verdura, frutta, carne.
E’ indispensabile preparare questi cibi in modo da renderli più digeribili e quindi più adatti all’organismo del bambino.

Infanzia

A partire da 12 mesi il bambino è ormai ad una dieta variata, basata su due pasti di latte e due pasti principali a pranzo e a cena. Dovranno essere tenute in debito conto le necessità energetiche (circa 100 kcal/kg di peso corporeo al giorno), proteiche (2 g./kg di peso/die), lipidiche, glucidiche, vitaminiche, di sali minerali (particolare attenzione per il contenuto di calcio e ferro).

Adolescenza

L’adolescenza è il periodo dei maggiori bisogni nutrizionali, sia sul piano energetico, sia sul piano qualitativo. E’ anche il periodo per il quale è più difficile fissare regole precise e uguali per tutti. D’altra parte, l’idea di porre regole precise, in adolescenti “sani” è sostanzialmente sbagliato perché potrebbe indurre a comportamenti ossessivi, o eccessivamente attenti, verso il cibo. Un ragazzo “sano” non dovrebbe mai osservare una dieta, mentre dovrebbe svolgere un’intensa e costante attività fisica.
Le differenze individuali possono essere considerevoli, legate come sono a diversi ritmi di crescita e diverso grado di attività fisica.
Considerando fra i “grandi appetiti” degli adolescenti, la loro tendenza all’anarchia alimentare, i gusti spesso accentuati per i dolciumi e la predisposizione, in questa età, a costruire nuove cellule adipose, è necessario porre attenzioni agli eventuali eccessivi aumenti di peso. Tuttavia, l’incremento dei bisogni legato alla crescita, richiede un aumento degli introiti (di calorie, di proteine ad alto valore biologico, di calcio, di vitamina A e di acidi grassi essenziali, etc). L’aumento di bisogni energetici, proprio di questa età, richiede che si introducano più alimenti ricchi in amido e, in minor grado, di zucchero semplice (es. dolci).