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DIABETE MELLITO
Il principale obiettivo della cura del
diabete consiste nell’ottenere valori di glicemia (durante le 24 ore)
il più vicino possibile a quelli del soggetto non
diabetico; la quotidiana attuazione di una idonea alimentazione
(dieta) ne costituisce il mezzo principale.
“
Dieta” per il diabetico, non significa mangiare poco
e sempre le stesse cose o mangiare diversamente dagli altri
familiari, ma vuol dire seguire un’alimentazione che
soddisfi i fabbisogni ed elimini errori di introduzione.
Il fabbisogno energetico si calcola secondo le necessità giornaliere
individuali (età, peso, altezza, attività lavorativa
ecc.).
Nel diabete insulino-trattato bisogna far coincidere l’orario
di consumo dei pasti con quello dell’attività dell’insulina.
La quantità di carboidrati nei pasti deve tendere
a rimanere costante pur variando negli alimenti (modificare
la quantità se si modifica l'attività fisica);
la distribuzione dei pasti deve prevedere i tre fondamentali
(colazione, pranzo, cena) ed, eventualmente, l’aggiunta
di uno o più spuntini secondo le esigenze terapeutiche
individuali. In tutti i pasti previsti devono sempre essere
presenti i carboidrati.
Nel diabete non insulino-trattato (detto anche dell’obeso
o dell’anziano), occorre puntare alla riduzione dell’apporto
calorico al fine di ottenere una perdita di peso e avvicinarsi
così il più possibile al peso ideale. La dieta
ipocalorica, associata ad una regolare e quotidiana attività fisica,
rappresenta la regola terapeutica fondamentale; essa può essere
facilitata dall’assunzione di alimenti ricchi in fibra.
La raccomandazione per il diabetico di non ingerire zuccheri
semplici (dolci) ha costituito per anni una norma inderogabile;
questo è dovuto al fatto che tali zuccheri, rispetto
a quelli complessi (amido di pane, pasta ecc.), vengono digeriti
e assorbiti più rapidamente creando una importante
elevazione della glicemia postprandiale. Si è dimostrato
che aggiunte moderate di dolci ad un pasto misto non provocano
valori di glicemia significativamente diversi.
Si può quindi concludere che, integrare un pasto di
un diabetico anche insulino-trattato (possibilmente normopeso)
con alimenti dolci (es: fetta di dolce), è possibile
senza avere squilibri glicemici. Importante resta comunque
tenere costantemente sotto osservazione la glicemia e fare
eventuali modifiche della terapia.
Il diabetico, come la persona non diabetica, deve cercare
di mantenere il peso corporeo più vicino possibile
all’ideale.
In presenza di questa malattia è sempre opportuna
una consulenza dietologica attuata da un medico specialista
esperto che operi in collaborazione di un diabetologo.
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