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INSUFFICIENZA
RENALE
Insufficienza renale acuta
Caratterizzata da un’improvvisa diminuzione della
funzione renale con incapacità del rene di eliminare
i prodotti del catabolismo azotato. Le cause possono essere
ischemiche, per esempio da emorragia, shock; nefrotossiche,
causate dall’uso di antibiotici (es. aminoglicosidici)
o da ipersensibilizzazione.
Le alterazioni nutrizionali sono di frequente riscontro nei
pazienti con IRA, in quanto la sindrome può essere
associata ad un aumento del catabolismo (consumo di muscolo
per eccessivo bisogno di proteine); per tale motivo la malnutrizione
può raggiungere valori del 40% con incremento della
mortalità per processi infettivi oltre ad un aumento
dei tempi di degenza.
Trattamento nutrizionale
Lo scopo della terapia nutrizionale è quella di mantenere
la composizione chimica dell’organismo simile a quella
normale e di preservare le riserve proteiche. Nella maggior
parte dei pazienti non ci sono alterazioni a carico dell’apparato
gastroenterico per cui la nutrizione enterale rappresenta
la modalità nutrizionale di prima scelta.
In generale, è opportuno evitare la riduzione dell’apporto
proteico per procrastinare l’inizio della terapia sostitutiva
o di ridurne la frequenza soprattutto nelle forme di IRA
associate ad aumento del catabolismo.
Il fabbisogno proteico è determinato da numerosi fattori
quali le condizioni cliniche, l’entità del catabolismo,
il grado di riduzione della funzione renale, l’utilizzo
di terapie sostitutive della funzione renale, etc.
Il fabbisogno calorico è determinato dalla presenza
di comorbidità acute e/o complicanze nel decorso clinico.
Nella maggior parte dei casi un apporto calorico di 30 kcal/kg/die
copre i fabbisogni individuali.
I pazienti con IRA in terapia sostitutiva della funzione
renale dovrebbero ricevere almeno 1g/kg/die di proteine.
Pazienti gravemente malnutriti e/o catabolici dovrebbero
ricevere almeno 1,5 g/kg/die di proteine; Gli aminoacidi
persi durante il trattamento sostitutivo (circa il 10% delle
quantità somministrate) dovrebbero essere reintegrati.
Non ci sono informazioni precise sul fabbisogno di oligoelementi
nei pazienti con IRA, mentre vi è la perdita di vitamine
idrosolubili nei soggetti in trattamento sostitutivo in particolare
delle vitamine B1, B6, C e folati.
In presenza di questa malattia è sempre opportuna
una consulenza dietologica attuata da un medico specialista
esperto che collabori con un nefrologo.
Insufficienza renale cronica
È dovuta alla perdita progressiva e irreversibile
delle capacità escretorie, endocrine e metaboliche
del rene. La natura della malattia e la porzione del nefrone
che è danneggiata determinano i sintomi, la diagnosi
ed il trattamento.
Le alterazioni del gusto, l’anoressia e la nausea causano
riduzione dell’introito calorico con conseguente malnutrizione
proteico-calorica; inoltre l’insufficienza renale cronica è associata
ad uno stato di infiammazione cronica che peggiora il catabolismo
e l’anoressia.
Trattamento nutrizionale
Molto genericamente, dal punto di vista alimentare, l'apporto
proteico raccomandato è in funzione dell'uso della
dialisi. Se non si intende utilizzare questo tipo di intervento
e se il paziente non è ipercatabolico, sono solitamente
appropriati 0.6-0.8 g/kg o 40 g di proteine/die. E' ovviamente
importante fornire un adeguato apporto calorico.
La quantità di liquidi permessa nell'insufficienza
renale acuta generalmente equivale al volume urinario più 500
ml. Tuttavia, può essere necessario apportare delle
correzioni a questa quantità in caso di incremento
delle perdite di liquidi attraverso la traspirazione, causata
per esempio dalla febbre (sepsi) o da perdite attraverso
i drenaggi chirurgici o altro, a seconda della situazione
clinica specifica.
La terapia dietetica nell’insufficienza renale cronica
può essere utile per rallentare il corso naturale
della malattia.
I suoi obiettivi sono i seguenti:
1. mantenere o raggiungere il peso ideale.
E’ fondamentale non sottoporre i reni ad un eccessivo
carico di lavoro a causa di una alimentazione non equilibrata:
sia l’obesità che il sottopeso dovrebbero essere
corretti.
Tuttavia, se non prescritte dal Medico, si raccomanda di
non seguire diete, utilizzare "prodotti speciali" e/o
tisane particolari.
2. se consigliato dal Medico, ridurre l’apporto proteico
per evitare l’iperfiltrazione, cioè un "superlavoro
renale". Abitualmente vengono consumate molte più proteine
del necessario.
3. controllare l’eventuale ipertensione (pressione
alta) con la riduzione del sodio.
Nella propria alimentazione dovrebbe essere ridotto l'apporto
di sale aggiunto; l'eccessivo uso di sale può portare
ad un aumento della pressione e a sete eccessiva. Il sale
comune non deve essere sostituito con i "sali dietetici" perché ricchi
in potassio.
Evitare inoltre, per l’elevato contenuto in sodio,
i dadi per brodo, i salumi, gli affettati in genere, gli
alimenti in salamoia (capperi, olive o altre verdure in scatola,
carni in scatola, pesce in scatola) e i formaggi in genere
(ad eccezione di mozzarella, certosino, fior di latte).
Qualora i piatti risultassero insipidi, l'alimentazione può essere
migliorata utilizzando aceto, erbe aromatiche e spezie (basilico,
lauro, maggiorana, origano, salvia, rosmarino, aglio, cipolla,
sedano, succo di limone e prezzemolo…).
4. prevenire o trattare eventuali dislipidemie (colesterolo
e trigliceridi alti). L’aumento dei trigliceridi può essere
legato all’uso eccessivo di alcolici, zucchero, miele,
bibite dolci e dolciumi in genere. L’aumento del colesterolo
può essere influenzato dall’abuso dei grassi
animali (formaggi, burro, panna, lardo, strutto, margarina,
salumi, carni grasse, salse commerciali). Per condire si
consiglia l’uso dell’olio extra vergine di oliva.
5. controllare l’apporto di fosforo per evitare l’osteodistrofia
(malattia a carico dell'osso). Il fosforo è un minerale
di cui sono particolarmente ricchi latte e derivati, salumi,
alcune qualità di carni, legumi, frutta secca, cioccolata
e lievito di birra. Il quantitativo di fosforo degli alimenti
può comunque venire ridotto: mettendo la carne a bagno
in un recipiente in frigo 8-9 ore prima della cottura, con
la bollitura in abbondante acqua e rinnovandola a metà cottura
stessa.
6. riduzione del potassio in caso di iperpotassiemia (potassio
alto); questo è un minerale che si trova soprattutto
nei vegetali (cioè frutta, verdura, brodi vegetali,
crusca, prodotti integrali e sali dietetici) e, in particolare,
nella frutta secca, uva, banane, castagne, noci di cocco,
kiwi, legumi, patate, carciofi, spinaci, funghi, insaccati,
prosciutto, sardine, cacao, cioccolata, succhi di frutta,
lievito di birra. Come il fosforo, anche il potassio può essere
ridotto con la bollitura in abbondante acqua rinnovandola
durante la cottura.
In particolare, nei pazienti con IRC non in terapia dialitica
l’apporto calorico deve essere di almeno 35 kcal/kg/die
fino all’età di 61 anni, successivamente di
30-35 kcal/kg/die. Per quanto riguarda l’apporto proteico,
anche se una dieta ipoproteica potrebbe ridurre i livelli
di tossine uremiche, l’insulino-resistenza, l’iperparatiroidismo
e la velocità di progressione dell’insufficienza
renale, tuttavia una eccessiva riduzione dell’apporto
proteico può comportare anche il rischio di malnutrizione.
Pazienti con filtrato glomerulare (GRF) > di 60 mL/min
non richiedono restrizione dell’apporto proteico al
di sotto della quota raccomandata per i soggetti normali
(0,80-1 g/kg/die).
Nei pazienti con GRF 25-60 mL/min l’apporto proteico
massimo consigliato è di 0,80 g/kg/die.
Nei pazienti in terapia conservativa con GRF<25 ml/min
si può ridurre l’apporto proteico a 0,55-0,60
g/kg/die o a 0,30 g/kg/die con supplementi di aminoacidi
essenziali e chetoanaloghi (100 mg/kg/die).
Nei pazienti con IRC in emodialisi o in dialisi peritoneale
la quota proteica deve essere aumentata ad almeno 1,2 g/kg/die
per evitare il rischio di malnutrizione e per compensare
l’eventuale perdita di aminoacidi durante il trattamento
dialitico.
Nei pazienti con IRC e malnutrizione candidati al trapianto
renale può essere indicato un periodo di nutrizione
artificiale. Il periodo successivo al trapianto può essere
caratterizzato da ipercatabolismo proteico indotto anche
dalla terapia steroidea. È indicato un apporto proteico
elevato (1.3-1,5 g/kg/die fino a 2 g/kg/die nei pazienti
catabolici), con un introito calorico adeguato (30-35 kcal/kg/die).
Successivamente l’apporto calorico dovrà essere
mirato al mantenimento del peso corporeo, mentre l’apporto
proteico dovrà essere moderato (0,80-1 g/kg/die).
Dieta e trattamento emodialitico
I cardini della dieta per il paziente in trattamento emodialitico
sono:
a) Controllo dell’assunzione dei
liquidi:
L’incremento di peso corporeo che avviene tra una dialisi
e l’altra è dovuto esclusivamente all’acqua
che non può essere smaltita dai reni non/non ben funzionanti.
L’eccessivo accumulo di liquidi è dannoso per
l’organismo (in particolare per polmoni, cuore e cervello)
e provoca un possibile aumento della pressione arteriosa.
La dieta deve essere, quindi, rigorosamente asciutta. Vanno
eliminati: bevande, alimenti liquidi/semi-liquidi quali latte,
minestre, gelati e ghiaccio; devono essere ridotte la frutta
e la verdura perché particolarmente ricche in acqua.
L’apporto idrico giornaliero, sotto forma di bevande,
non dovrebbe superare il mezzo litro (sottoforma di acqua,
caffè, tè, latte o altro liquido).
Per evitare una sete eccessiva, si consiglia di vivere in
ambienti non troppo caldi e asciutti e, per quantificare
la quantità di liquidi che si assumono, sarebbe opportuno
bere sempre dalla stessa bottiglia.
b) Controllo dell’assunzione di
potassio:
La dieta deve essere ipopotassica, ossia povera di potassio.
Il potassio è un minerale che, a causa del non funzionamento
renale, può aumentare eccessivamente nel sangue
causando stanchezza e gravi disturbi cardiaci fino alla
morte. Si trova in quasi tutti gli alimenti ma, in particolare
modo, in tutti i prodotti vegetali quali la frutta e la
verdura.
Sono particolarmente ricchi in potassio, e quindi da limitare/eliminare:
uva, banane, frutta secca (noci, nocciole, arachidi, mandorle,
prugne secche, uvetta), albicocche, dolci contenenti frutta
secca e fresca, legumi (ceci, fagioli, fave, lenticchie,
piselli), patate, funghi, spinaci, crusca, pane integrale,
vino, birra, succhi di frutta, cioccolata, spremute. La porzione
di frutta deve essere ridotta a metà per pasto (esempio:
mezza mela,…). Eliminare l’anguria ed il melone
sia per il contenuto in potassio che per l’acqua.
Non contengono invece potassio lo zucchero e gli oli di cui
però non è opportuno farne uso eccessivo.
Per impoverire di potassio le verdure si consiglia di lasciarle
a bagno nell’acqua, già sminuzzate, per alcune
ore; la verdura da cuocere lessarla in abbondante acqua e
cambiare quest’ultima a metà cottura.
c) Controllo dell’assunzione di
sodio:
La dieta deve essere iposodica, ossia povera di sale. Il
sodio è un minerale che troviamo nel comune sale
da cucina.
L’eccessivo uso di sale porta ad un aumento della pressione
e a sete eccessiva. Il gusto insipido della dieta, può essere
migliorato utilizzando erbe aromatiche (basilico, lauro,
maggiorana, origano, salvia, rosmarino), aceto e, in piccole
quantità: aglio, cipolla, sedano, succo di limone
e prezzemolo.
Non contengono sodio lo zucchero e l’olio.
d) Controllo dell’assunzione di
fosforo:
La dieta deve essere ipofosforica, ossia povera di fosforo.
Il fosforo ed il calcio sono importanti nel controllo del
metabolismo dell’osso. Mantenerli ai valori consigliati
previene la formazione di danni ai vasi sanguigni e agli
organi.
e) Apporto calorico:
La quota calorica deve essere adeguata, in modo da mantenere
il peso corporeo ideale (il paziente non deve essere né sottopeso
né in eccesso). Si consigliano, in genere, circa
35 Kcal/Kg di peso corporeo ideale.
f) Apporto proteico:
La quota proteica di un paziente che fa dialisi dovrebbe
corrispondere a circa 1-1.2 g di proteine/Kg di peso corporeo
ideale e, di queste, la metà dovrebbe essere di
origine animale. Ad eccezione dell’olio, burro, margarina,
zucchero, miele, marmellata, le proteine si trovano in
quasi tutti gli alimenti.
Esempio: una persona con peso ideale di 70 Kg. dovrebbe introdurre
2450 Kcal con 84 g. di proteine, di cui 42 g. di origine
animale (42 g. di proteine animali sono dati da 200 g. circa
di carne).
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