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MALATTIE
DEL PANCREAS
Pancreatite acuta
L’incidenza della pancreatite sembra
in aumento. La causa nel 45% dei casi è dovuta a calcolosi
della via biliare, nel 35% all’alcool e nel 20% è sconosciuta.
La risposta infiammatoria può portare ad un danno
pancreatico che varia dall’edema alla necrosi. La terapia,
anche quella nutrizionale, è dettata dalla severità del
danno. I criteri di Ranson ed il sistema APACHE II sono utilizzati
per valutare la gravità e la prognosi della pancreatite.
Lo scopo della terapia è limitare la secrezione pancreatica.
L’indicazione alla nutrizione artificiale sussiste
soltanto nei casi di pancreatite acuta grave; la nutrizione
enterale, specialmente se utilizzata precocemente, è preferita
alla nutrizione parenterale poichè riduce il rischio
di infezioni, preserva l’integrità della barriera
intestinale e la funzione immunitaria.
Pancreatite acuta lieve
Rappresenta l’80% dei casi di pancreatite acuta. Non è necessario
alcun supporto nutrizionale poiché il paziente riprenderà l’alimentazione
nel giro di 4-7 giorni, eventualmente con supporto di enzimi
pancreatici e di antiacidi.
Pancreatite acuta grave
Si verifica nel 20% dei casi ed è caratterizzata da
necrosi parenchimale.
Il riequilibrio idroelettrolitico e cardiorespiratorio ha
la priorità sul deficit nutrizionale; è quindi
necessario il posizionamento di un catetere venoso centrale,
per la monitorizzazione e per la terapia infusionale, e di
un sondino naso-digiunale. Superata la fase acuta, la nutrizione
enterale dovrebbe essere iniziata dopo 48-72 ore, è consigliabile
nelle fasi iniziali una integrazione tra nutrizione enterale
e parenterale. Nel caso in cui sia presente ipertrigliceridemia
(>400 mg/dl) non è oppotuno la somministrazione
di lipidi.
Pancreatite cronica
L’incidenza di questa patologia è di 3-4 casi
per 100.000 abitanti l’anno.
È
un’infiammazione cronica del pancreas caratterizzata
da fibrosi e distruzione del tessuto esocrino ed endocrino
con conseguente insufficienza funzionale del pancreas. Evolve
con gli anni ed è strettamente correlata al consumo
di bevande alcooliche.
La sintomatologia comprende dolore continuo o intermittente,
malassorbimento, steatorrea e diabete mellito. L’insufficienza
pancreatica determina perdita di peso con deplezione sia
di massa grassa sia di massa muscolare e sviluppo quindi
di malnutrizione. La diagnosi si basa su esami radiografici
e test funzionali, gli enzimi pancreatici sono spesso normali.
Terapia nutrizionale
La terapia cardine è quella medica sia per il controllo
del dolore sia per l’insufficienza pancreatica.
La terapia nutrizionale deve prevenire l’instaurarsi
della malnutrizione fornendo al paziente l’apporto
calorico adeguato ai suoi fabbisogni. In ogni caso esso è,
in generale, rivolto a ridurre la produzione di secretina
e pancreozimina attraverso l'eliminazione delle sostanze
che ne stimolano la produzione, direttamente o tramite la
secrezione di acido cloridrico HCL.
Nella fase più acuta nessun alimento deve essere somministrato
per os. (solo nutrizione artificiale) mentre risulta necessario
reintegrare le perdite di liquidi e di elettroliti. Superato
il periodo di acuzie si inizierà gradualmente l'alimentazione
per via orale con dieta sbilanciata verso i carboidrati,
il cui stimolo pancreatico esocrino è minimo; quindi
si aggiungeranno ridotte quantità di proteine e grassi.
Nella fase di remissione e quando le condizioni lo permettono,
la dieta sarà normocalorica, leggermente iperglucidica
e ipolipidica, con abolizione assoluta e permanente di alcool
e cibi fritti.
In presenza di queste malattie è sempre necessaria
una consulenza dietologica attuata da un medico specialista
che collabori con un gastroenterologo. Le diete autogestite
sono pericolose e, spesso, totalmente inutili.
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