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MALNUTRIZIONE
Definizione
Per malnutrizione si intende uno “stato di alterazione
funzionale, strutturale e di sviluppo dell’organismo
conseguente alla discrepanza tra fabbisogni e introiti o
utilizzazione dei nutrienti tali da comportare eccesso di
morbilità o mortalità”.
Essa è presente nel 25-50% dei pazienti ospedalizzati
e può complicare la malattia di base in modo così significativo
da modificare la prognosi del paziente.
Scolasticamente la malnutrizione è suddivisibile in
almeno due principali quadri clinici:
- tipo kwashiorkor, caratterizzato da una carenza estrema
di proteine con relativa conservazione del tessuto adiposo;
- tipo marasma, forma di malnutrizione cronica dovuta a carenza
di substrati energetici.
Tabella 5: Classificazione clinica ed ematochimica della
malnutrizione

La
forma più frequente di malnutrizione, che si osserva
nella popolazione affetta da qualche malattia cronica, è di
tipo misto dove i due quadri convivono. In caso di malattia,
in forma acuta, si ha invece il rischio di una malnutrizione
tipo kwashiorkor.
La malnutrizione che si osserva nelle malattie croniche presenta,
in moltissimi casi, un quadro subdolo, di difficile diagnosi,
dove anche i test di laboratorio possono risultare poco utili,
specie se valutati al di fuori di un contesto clinico.
In presenza di malnutrizione vi è un aumento di morbilità e
mortalità, compromissione della qualità di vita
e un aumento conseguente dei costi sanitari.
In molti casi la malnutrizione rappresenta di per sé una
malattia che può modificare la prognosi di altre malattie;
per esempio, in letteratura è descritto come in circa
il 20% dei pazienti neoplastici il rischio di morte dipenda
più dal quadro malnutritivo piuttosto che dalla malattia
di base.
Tabella 6: Conseguenze della malnutrizione
Terapia nutrizionale
Il trattamento della malnutrizione richiede
un percorso specifico, personalizzato, che può prevedere
opzioni dietetico-nutrizionali in grado di non peggiorare
ulteriormente
il quadro clinico.
Il trattamento può richiedere l’utilizzo di
alimenti assunti per bocca, l’uso di integratori orali,
fino all’utilizzo della nutrizione artificiale (NA).
Durante il trattamento sono indispensabili due tipi di sensibilità:
da un lato è fondamentale definire gli obiettivi terapeutici
(es. stabilire il peso ragionevole realmente raggiungibile;
pensare al benessere in rapporto ad un’altra malattia
di base, etc); dall’altro è necessario rammentare
che anche la terapia nutrizionale può determinare
complicanze potenzialmente gravi.
Per esempio, nel grave malnutrito (es. nell’anoressia
mentale) è indispensabile che la rialimentazione non
determini complicanze organiche tanto gravi da portare il
paziente a rischiare la vita. Ecco perché la malnutrizione
grave deve essere gestita da personale specializzato, in
grado di attuare un adeguato monitoraggio clinico, ematochimico
e strumentale del paziente.
Tabella 7: Gestione razionale del paziente iponutrito e/o
malnutrito

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