Consigli dietologici



SINDROME DA INTESTINO CORTO

È definita dall’insieme di sintomi e segni derivanti dalla resezione massiccia dell’intestino tenue. Le conseguenze sono dovute alla incapacità di assorbire il cibo e di riassorbire le secrezioni endogene. Nell’adulto la malattia di Crohn è la principale causa nel 60-70% dei casi, l’infarto mesenterico, l’enterite attinica ed il volvolo sono le eziologie meno comuni. I sintomi e le conseguenze della sindrome da intestino corto (SBS) dipendono dalla sede e dall’estensione del piccolo intestino resecato, dalla presenza o meno della valvola ileocecale e dalle condizioni dell’intestino residuo.
Le resezioni ileali inferiori a 100 cm sono associate a malassorbimento dei sali biliari che causano diarrea secretoria.; resezioni maggiori di 100 cm determinano anche malassorbimento di acidi grassi e dei carboidrati.
La conseguenza è il deficit di calcio e magnesio per il loro legame con i grassi non assorbiti; una frequente complicanza è la nefrolitiasi da ossalato di calcio.
Poiché il piccolo intestino è la sede di assorbimento di vitamine e minerali, ci può essere un malassorbimento di vitamine liposolubili. Il deficit di vitamina B12 può presentarsi se la sede del suo assorbimento è danneggiata o resecata. A causa della restrizione in frutta e verdura può verificarsi uno scarso apporto di vit. C e folati. Per questi motivi è utile un’integrazione supplementare di vitamine e minerali.

Terapia nutrizionale
La terapia nutrizionale prevede, non raramente, l’utilizzo della nutrizione parenterale e/o dell’enterale sia come unica fonte di nutrizione sia come supplemento alla nutrizione normale. La nutrizione parenterale deve essere riservata unicamente ai pazienti in cui l’alimentazione per os o per via enterale è controindicata.
I pazienti con SBS e con il colon in situ dovrebbero avere una dieta ricca in carboidrati, povera di grassi e di ossalati. Nei pazienti con resezioni ileali maggiore di 100 cm dovrebbe essere effettuata mensilmente l’iniezione di vit. B12.
In presenza di questa malattia è sempre opportuna una consulenza dietologica attuata da un medico specialista esperto.